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Via Ripamonti, l'uomo che sapeva sventare le rapine

E' la seconda volta che l'uomo, 65 anni, sventa la rapina alla gioielleria Prisma al piano di sotto del suo appartamento. Grazie al suo udito di ferro, ha chiamato il 112 e i ladri sono stati arrestati

Ha 65 anni e un udito di ferro, ed è il vicino di condominio che tutti vorrebbero avere. Quello capace, nell'arco di due anni, di sventare due rapine nei negozi sotto casa.

Siamo all'inizio di via Ripamonti, non lontano dalla Bocconi. Affacciati sulla strada ci sono l'oreficeria Prisma e un negozio di vestiti, mentre al piano di sopra, in questa palazzina di tre piani, c'è l'appartamento del signor Villa. Quando l'altro ieri sera alle 23.30 tre ladri hanno iniziato ad armeggiare davanti alle saracinesche, lui ha allertato sia il 112 che i titolari delle due vetrine. All'arrivo del proprietario della gioielleria, le pattuglie dei carabinieri erano già parcheggiate in via Ripamonti e una donna di 35 anni era già stata fermata nelle vicinanze. Gli altri due complici, il marito di 40 anni e un ragazzo di 16 anni, probabilmente il figlio della coppia, sono stati arrestati poco dopo nel loro appartamento di piazza Dominioni, non lontano dal luogo della tentata rapina. Il minorenne è stato affidato al Centro di prima accoglienza Beccaria.

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  E' già la seconda volta che il signor Villa sventa una rapina alla gioielleria  


Prima di fuggire lasciando sul marciapiede il piede di porco, i sospetti ladri sono riusciti soltanto a danneggiare l'esterno del negozio di abbigliamento. Tra le ipotesi c'è quella che i tre volessero entrare nella boutique per poi sfondare il muro laterale e razziare la gioielleria di fianco. Una dinamica che era andata in scena soltanto un paio di anni fa, quando un gruppo di rapinatori era entrato negli uffici accanto alla gioielleria e aveva iniziato a picconare il muro. Anche quella volta l'incursione notturna si era fermata di fronte all'udito del signor Villa, che aveva chiamato i soccorsi. La "banda del buco" era riuscita a scappare a metà dell'opera: abbattuta la parete del primo edificio, per entrare nell'orologeria Prisma c'erano ancora da superare i 40 centimetri della seconda parete, quella della palazzina al civico 18.

"La mia riconoscenza per il signor Villa è infinita. È già la seconda volta che, senza guadagnarci nulla, salva il mio negozio", commenta il titolare della gioielleria. Ma per il futuro c'è una preoccupazione: "Il signor Villa sta per trasferirsi in un altro appartamento. Come farò senza di lui? Quasi quasi lo convinco a restare."

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