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Via Bazzi, dopo l'amianto è allarme cromo

Secondo i dati di Arpa, il peggior risultato del cromo 6 in provincia di Milano è in via Bazzi, dove al civico 12 aveva sede la Arturo Lorenzi

Via Bazzi 12 (da Team Blog Quartiere Spadolini)

"Per il cromo esavalente (cromo 6, n.d.r.) le emissioni in fognatura hanno raggiunto un livello duemila volte superiore al massimo consentito e le emissioni in acqua di falda hanno raggiunto un livello settantotto volte superiore al massimo consentito". Lo si legge nella sentenza con cui il tribunale di Milano, nel 2009, ha condannato l'amministratore unico della Arturo Lorenzi, ditta che si occupava di cromatura industriale in via Bazzi 12. Palazzina che, allo stato, è abbandonata e presenta un già noto problema di amianto.

La quantità massima di cromo esavalente consentita dalla legge è di 5 μg/l. L'Arpa, nel rapporto sulle acque in Lombardia (pubblicato nel 2013), evidenzia che nelle acque della città di Milano c'è una concentrazione generalizzata di poco superiore (5-10 μg/l), con il livello più alto proprio in via Bazzi (4000 μg/l).

La scoperta del cromo 6 era quindi nota almeno a partire dalla sentenza del tribunale: se n'è già parlato in più occasioni, tra cui sul sito "PartecipaMi" e sul giornale "La Conca". Il cromo 6 è una sostanza altamente tossica (la dose letale è di circa mezzo cucchiaino da the), irritante per gli occhi e la pelle e cancerogena.

La presenza così alta in acqua di falda evidenzia una pericolosità da non sottovalutare. Gli abitanti del quartiere sono preoccupati sia per questi dati sia perché la palazzina è ancora abbandonata, nonostante la stessa magistratura avesse raccomandato un'operazione di bonifica urgente. L'unica vera bonifica è probabilmente la demolizione totale (in sicurezza) dell'edificio, senza dimenticare il terreno circostante.

La notizia più recente proviene dal direttore del settore politiche ambientali del comune di Milano, Luigi Vigani, che ha risposto al consigliere di zona 5 Massimiliano Toscano su via Bazzi 12 facendo sapere che - secondo l'Asl - una tettoia in amianto deve essere rimossa "entro tempi brevi" e la copertura "entro dodici mesi". Questo per l'amianto. Per il cromo esavalente ancora nulla.

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