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Tra pusher, tubi marci e pezzi di balcone che crollano: il degrado in via Boifava

Un palazzo di Aler sembra in una situazione davvero critica. Le foto e il racconto

Il palazzone di via Boifava 29, in zona Chiesa Rossa, è ridotto male. I residenti sono stanchi di lamentarsi e adesso si sono rivolti ad un avvocato e a un architetto, cercando di coinvolgere anche altri abitanti del quartiere, da via Barrilli a via Palmieri, per fare "quadrato", come si suol dire. 

I problemi sono sia all'interno degli appartamenti sia nelle strutture comuni. E d'altra parte basta un'occhiata all'esterno della "torre" per capire che la situazione non è delle migliori. Le tubature sono ormai marce e andrebbero risistemate: così come sono, piove acqua all'interno quando ci sono i temporali, e gli scarafaggi "popolano" l'edificio. 

A queste cose si aggiungono gli ascensori spesso rotti e pezzi di balcone o di davanzale crollati con evidente pericolo per tutti. I residenti ricordano anche che, appena nel mese di marzo, una ragazza si è gettata nel vuoto dalla terrazza dell'edificio. Una tragedia che scoperchia un altro aspetto di Boifava 29: il fatto che vi sia un via vai continuo di persone dall'esterno, in prevalenza per procurarsi della droga. Sembra che la vittima dell'episodio di marzo fosse una di quelle persone.

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Foto: via Verga, case popolari nel degrado

Come spesso accade a Milano nei palazzi popolari, il tema dell'abusivismo e della morosità è presente. Stando ad Aler, la morosità in particolare tocca vette del 40% sul totale degli inquilini. Una percentuale particolarmente alta. Anche se da sola non giustifica ovviamente l'assenza di provvedimenti (o il ritardo) per sanare almeno alcune delle situazioni più preoccupanti. 

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