venerdì, 31 ottobre 4℃


Chiude la libreria Largo Mahler: "Ma se il consiglio di zona ci aiutasse..."

Il titolare della piccola libreria di via Conchetta costretto a chiudere (con svendita finale) per gli alti costi. E chiede aiuto al consiglio di zona, che dispone di molti locali sfitti

Redazione 28 febbraio 2012
1

Un'altra libreria chiude. E' la "Libreria Largo Mahler", una vetrina in via Conchetta, di fronte all'Auditorium. Il titolare non riesce più a coniugare la sua passione di libraio indipendente con i costi d'affitto e la concorrenza delle vendite on-line e delle grandi librerie legate alle case editrici. Tutto pronto per la svendita, che partirà il 10 marzo e si concluderà con la saracinesca definitivamente abbassata.

Non è servita nemmeno la vicinanza con l'Auditorium: e questo nonostante negli anni il titolare, Luca Santini, abbia realizzato un reparto dedicato alla musica. Dice: "Se fossimo una libreria di genere forse ce la caveremmo".

Non è l'unico caso. Lo scorso novembre ci eravamo occupati di un'altra "svendita straordinaria", quella organizzata dalla prestigiosa libreria Bocca in Galleria: ma in quel caso non si trattava del preambolo di una chiusura. Stavolta è diverso. La piccola libreria di quartiere scompare: eppure è lì che si instaura un rapporto confidenziale col titolare e che si può avere un buon consiglio di lettura. Negozi di questo genere stanno scomparendo dalle città, il processo non è facilmente invertibile.

Una soluzione potrebbe però arrivare dal consiglio di zona, almeno secondo le speranze di Santini. Il consiglio dispone infatti di locali sfitti, la speranza è quella che ne ceda uno a prezzo calmierato. Santini accetterebbe di trasferirsi per continuare a coltivare la sua attività. Ora quindi la palla passa al consiglio di zona, che per il momento (almeno dalle nostre informazioni) non si è ancora pronunciato.

Annuncio promozionale

.

Luca Santini
Porta Ticinese
cultura

1 Commenti

Feed
  • Avatar anonimo di cristina

    cristina E' necessario salvare i piccoli negozi di quartiere perchè sono loro che ne creano l'anima e donano quel calore che diversamente non ci sarebbe. Mi auguro che il consiglio di zona abbia la sensibilità, i mezzi e lavolontà per salvare queste piccole e coraggiose attività.

    il 28 febbraio del 2012