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Abusivi impediscono il passeggio. Ti lamenti? "Fatti i c... tuoi"

Succede a un lettore. Il luogo è viale Gorizia, vicino alla Darsena. La lettera

Venditori abusivi a Milano (archivio)

Aggredito verbalmente da venditori abusivi per avere chiesto di rispettare i pedoni. E' successo a un lettore, D.P., che si autodefinisce "un giovane professionista, siciliano di nascita ma residente a Milano ormai da quindici anni". E che - in risposta - ha preso carta e penna per scrivere una lettera aperta al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ma anche alla polizia locale, all'assessore Marco Granelli (sicurezza) e agli organi d'informazione locale.

"Non posso non considerare questa città anche casa mia, tanto da volerla vedere splendida, pulita, decorosa. In una parola, bella", scrive D.P. prima di raccontare l'episodio che gli ha fatto prendere carta e penna. Episodio accaduto sabato 7 dicembre, nel pomeriggio, in viale Gorizia, dove i due Navigli confluiscono nella Darsena. Un punto spesso "presidiato" da venditori ambulanti abusivi.

"I banchetti ostacolavano il passaggio ai numerosi pedoni che invadevano le strade del centro. Un disabile in carrozzina era stato costretto - davanti ai miei occhi - a destreggiarsi tra i vari ostacoli", scrive D.P.: "Avevo invitato alcuni di questi venditori a spostarsi di qualche metro, ma di fronte alla mia richiesta venivo circondato da alcuni di questi signori che, con fare minaccioso, mi invitavano a farmi i fatti miei e ad andarmene".

D.P. non si è perso d'animo e ha avvisato che avrebbe chiamato la polizia locale. "Chiama pure, che cazzo ce ne frega", è stata la risposta, "qui non viene mai nessuno e noi facciamo come vogliamo".

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Il lettore ha lasciato perdere. Ma il senso di frustazione rimane e l'ha voluto esprimere con la lettera. "I signori in questione - prosegue - lasciano stabilmente sul 'luogo di lavoro' i tavoli e i cavalletti, assicurati con catene e lucchetti contro una parte della ringhiera all'inizio dell'Alzaia Naviglio Pavese". Segno che l'irregolarità è tollerata da tutti. "Perché la polizia locale - il cui comando dista cinquecento metri in via Gentilino - non organizza un presidio stabile?", si chiede D.P. sconsolato.

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