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Stadera, il Comune ha deciso di riaprire il Presidio dei vigili urbani

Il Comune di Milano ha annunciato la riapertura del Presidio di Polizia Municipale nel quartiere Stadera. La Conca ha intervistato il consigliere comunale Aldo Ugliano, che è riuscito a spiegare le ragioni della zona e convincere la pubblica amministrazione a riaprirlo

Il Comune di Milano ha recentemente annunciato la prossima riapertura del Presidio di polizia municipale nel quartiere Stadera. Intervistiamo il consigliere comunale Aldo Ugliano (Pd), che insieme al consigliere Carlo Fidanza (An), ha portato in sede consigliare le ragioni della necessaria riapertura del presidio, aperto nel 1994 e successivamente utilizzato come ufficio per l’elaborazione delle immagini di 9 telecamere presenti nello Stadera.

Domanda: Partiamo dall’inizio, non è la prima volta che si sente la necessità di un presidio fisso nel quartiere stadera, come sono andate le cose? Perché è stato chiuso quello che già c’era?


Risposta: Dagli anni ’80 il quartiere Stadera ha subito un radicale cambiamento in termini di popolazione, agli anziani abitanti si sono gradualmente sostituiti nuovi cittadini portati da una grande ondata migratoria e questo fenomeno ha causato nuovi problemi che tutti conoscono, come lo spaccio, il racket delle abitazioni e la microcriminalità, per questo motivo viene aperto un primo presidio permanente di vigili urbani. I vigili hanno svolto un ruolo attivo sul territorio diventando dei punti di riferimento per i cittadini, che potevano in ogni momento rivolgersi a loro e sentire, finalmente vicina la presenza delle istituzioni territoriali.

D: Finché…

R: Finché la giunta comunale non ha ritenuto che la figura dei vigili dovesse avvicinarsi maggiormente a quella degli agenti di polizia, il presidio è stato sottoposto non più all’ufficio problemi del territorio ma al comando di zona della polizia locale. Il presidio ha perso la sua specificità territoriale, gli agenti non si sono più occupati unicamente dei problemi del quartiere e infine è stato chiuso.

D: Se ne sono andati anche i problemi del quartiere, oltre ai vigili del presidio?
R: Certo che no, i problemi sono rimasti e la situazione è tornata al punto di partenza.

D: Come è possibile che il Comune si sia dimenticato del quartiere?

R: Non si è dimenticato, semplicemente non ha compreso quanto fosse importante il presidio.

D: Parliamo della mozione presentata in Consiglio comunale, perché avete voluto richiedere a gran voce il ritorno del presidio?
R: Il presidio allo Stadera è necessario per gli stessi problemi di 15 anni fa e le strutture sono già pronte ad accogliere gli agenti, infatti sono utilizzate come “laboratorio” in cui vengono acquisite le immagini delle telecamere presenti nel quartiere.

D: La mozione è stata presentata più di un anno fa, ci sono stati problemi a trovare i consensi necessari?
R: Assolutamente no, maggioranza e opposizione erano trasversalmente d’accordo sulla riapertura del presidio e la mozione è stata approvata all’unanimità ma il vicesindaco ha pensato che le figure dei custodi sociali, insieme alle forze dell’esercito fossero sufficienti, a questo si sono aggiunti alcuni problemi organizzativi che, con solleciti e riunioni della commissione sicurezza si sono risolti.

D: Quando riaprirà il presidio?

R: Il presidio riaprirà tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.


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