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Droga sotto il frigo e 30mila euro in contanti: il questore chiudo un locale a Milano

Il locale “Mayma Frutta” resterà chiuso per una decina di giorni. I dettagli

Repertorio

La polizia di Stato, nell'ambito dell'attività di prevenzione e controllo del territorio e di monitoraggio dei locali pubblici mediante i sistematici servizi finalizzati al contrasto dei fenomeni di criminalità, ha sospeso la licenza per 10 giorni all’esercizio di vicinato “Mayma Frutta” a Milano in via Volvino 7. Il Questore di Milano, Marcello Cardona, ha disposto il decreto di sospensione della licenza, ai sensi dell’articolo 100 del Tulps., dell'esercizio pubblico per 10 giorni e il provvedimento, predisposto dal personale della Divisione polizia amministrativa e sociale della Questura, è stato notificato martedì dagli agenti. L’articolo 100 del T.U.L.P.S. prevede che il Questore possa sospendere la licenza di un esercizio, anche di vicinato, nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. 
 
Gli episodi accaduti nel locale accertati dagli agenti per la loro gravità hanno reso necessario i provvedimenti ed il Questore ha disposto la sospensione delle licenze al fine di evitare la reiterazione dei comportamenti illeciti e violenti da parte dei suoi frequentatori, con precedenti penali e di Polizia anche per reati in materia di stupefacenti, i quali possono arrecare danno per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini scoraggiando nel locale la presenza abituale di avventori pregiudicati o tratti in arresto in più circostanze. Lo scopo perseguito dal citato articolo 100 è quello di perseguire l’effetto dissuasivo sui soggetti “indesiderati”, i quali sono privati per qualche tempo di un luogo abituale di aggregazione e avvertiti della circostanza che la loro presenza nell’esercizio è oggetto di attenzione da parte dell’Autorità di P.S.  

Dagli esiti dei controlli effettuati presso l’esercizio di vicinato “Mayma Frutta” dagli agenti della polizia di Stato è emerso quanto segue che il 15 novembre, alle 20, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, insospettiti dalla presenza di più persone intente a bere all’interno del locale, hanno notato due avventori che, dopo essersi intrattenuti a parlare con gli altri clienti, si sono recati nel retro del negozio per uscirne subito, allontanandosi lungo la via con aria sospetta. Gli agenti sono riusciti a bloccare nelle adiacenze del locale i due individui, uno dei quali ha consegnato loro dello stupefacente del tipo hashish e successivamente hanno proseguito il controllo all’interno del locale dove hanno identificato cinque avventori, uno dei quali destinatario di un Ordine emesso dal Questore e del conseguente decreto emanato dal Prefetto a lasciare il territorio nazionale. 

I poliziotti hanno effettuato la perquisizione dell’esercizio, che ha dato esito positivo in quanto è stato rinvenuto un pezzo di hashish, occultato sotto a un frigorifero posizionato nel retro del locale; uno zaino, chiuso da un lucchetto, nella disponibilità esclusiva del gestore, occultato su un soppalco, all’interno del quale era custodita un’ingente somma di denaro, pari a oltre 30 mila euro, suddivisa in diversi tagli, un bilancino di precisione nascosto di fianco allo zaino e due telefoni. Al termine dell’operazione, gli agenti hanno deferito in stato di libertà l’uomo. 

Il locale era stato oggetto di un intervento svolto in data il 21 luglio, alle 23.45, in relazione alla presenza di un gruppo di persone moleste e con atteggiamento sospetto, le quali bivaccavano presso il locale. 

Il 20 agosto, alle ore 22.59, la polizia di Stato è intervenuta a seguito di numerose segnalazioni da parte di cittadini che lamentavano forti schiamazzi causati dalla clientela del locale; in quest’ultima circostanza alcuni avventori sono risultati gravati da diversi precedenti di polizia, uno dei quali, in particolare, destinatario della misura dell’Affidamento in prova.
 
"Tenuto conto - scrive la questura - che il locale Mayma Frutta costituisce un concreto pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini in quanto “luogo di transito e di occultamento di sostanze stupefacenti destinate al mercato illegale dello spaccio” si è provveduto alla chiusura per 10 giorni e gli agenti del Commissariato di Scalo Romana  hanno apposto i sigilli su ordine del Questore".  


 

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Commenti (1)

  • XD>spero di essere chiaro nonostante nel mio PC non funzionano ACCCENTO E APOSTROFO,otre ad altri simboli **./////// Credo sia giusto chiudere il locale,ma attenzione a non rovinare il gestore,che spesso e lui stesso all oscuro di droga o altre cose illecite messe dai clienti. Basterebbe notare chi passa ore nel locale e va avanti e indietro ,dentro e fuori ricevendo clienti e rifornirli in questi modi usando il locale come luogo per nascondere e consegnare sostanze stupefacenti. Riguardo ai tanto temuti e nominati *tipi con precedenti penali*..faccio notare che avere dei precedenti penali non lo vedo come un reato ,ma solo un motivo di pregiudizio che ignora spesso la realta dei fatti. Chi ha avuto problemi per una rissa di certo non deve essere considerato un probabile venditore di droga,quindi in questo caso ci sarebbe da mettere in evidenza e distinguere senza giudicare in modo igobile gente che con la droga di certo non la spaccia..anche se per motivi personali 10,o pure 5anni fa il soggetto ha rifilato una raf****** di mazzate a chi lo meritava,ma da giudici e giornalai viene sempre colpevolizzato solo perche ha 1 o 2precedeti penali. Dico questo perche sono consapevole di troppa ignoranza e prevenzione verso chi spesso si e trovato nel momento sbagliato e accusato lui perche aveva stupidi precedenti penali,e scartato i cosidetti **bravi ragazzi per dei pregiudizi,perche spesso i veri carognoni sono quelli che RISULTANO PULITI E IMMACOLATI,e la cronaca nera ce lo insegna tutti i giorni,mai dare troppo addosso al gestore,ma valutare tutte le possibilita visto si tratta di zona di transito di tanti individui. E mi auguro che ,quei 10giorni vadano usati per fare chiarezza visionando telecamere e spostamenti di tutti i piu assidui frequentatori e basterebbe prendere dalla droga e dalle banconote anche le impronte digitali e se si ha fortuna si capisce di chi sono,e poi procedere,ma queste cose credo le sappiano la polizia e quindi usarli per prendere informazioni e capire chi potrebbe/ro essere i o i colpevoli parassita che nasconde droga prima.di cui spesso il gestore non conosce la attivita illecita,oppure ne ha il timore ..avendo famiglia!!

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