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Sport, al Centro Carraro lavori per tre anni

Costeranno quasi 3 milioni di euro. Intanto la gestione verrà riaffidata a Acli-Csi, nonostante le polemiche sulla mancata manutenzione e su alcuni impianti inutilizzabili o molto rovinati

Le condizioni del centro Carraro

Una soluzione in vista per il centro sportivo Carraro, a Gratosoglio. Una struttura di oltre 40 mila metri quadri che ha bisogno di urgentissimi lavori di manutenzione. Nel 2012 Acli e Csi ottengono la gestione del centro per due anni in via sperimentale, prorogabile, con assegnazione diretta. Nel 2014, verso la scadenza del periodo, si è iniziato a discutere del futuro del centro sportivo, che vede la presenza di diverse associazioni che si occupano di vari sport. Quasi tutte le associazioni lamentano carenza di manutenzione e pulizia ma anche "servizi non resi" da parte del gestore: acqua fredda nelle docce, pista d'atletica rovinata, salto con l'asta non più ripristinato e così via.

La buona notizia è che il settore sport del comune di Milano intende aprire un bando per i lavori. Costeranno circa tre milioni di euro e andranno avanti per almeno tre anni, con inevitabili disagi per chi pratica sport al Carraro. Disagi però necessari se si vuole che il centro sportivo abbia un futuro.

Nel frattempo si era aperta la possibilità di una gestione diretta da parte delle associazioni presenti: una di queste, la Red Devils, aveva avanzato anche un suo piano. Ma la strada non è stata percorsa perché, secondo quanto riportato da dirigenti del settore sport, non è stato trovato un accordo tra le associazioni stesse. E Palazzo Marino ha deciso di declinare anche l'offerta di due federazioni (tra cui la Figc) per il timore che, con il tempo, queste avrebbero poi potuto escludere dal centro Carraro alcune associazioni oggi presenti.

Il comune ha così deciso di affidare ancora la gestione ad Acli e Csi. Questa volta, però, per sei anni. Lo ha comunicato Roberto Castellini, responsabile impianti sportivi di Palazzo Marino, in una seduta di commissione in consiglio di zona 5, mercoledì sera. Una scelta contestata da alcuni consiglieri, tra cui Massimiliano Toscano del gruppo misto, secondo cui sarebbe stato "più democratico" un bando per un nuovo gestore dopo la "gestione carente di questi due anni", con tariffe alte vista la situazione del centro e senza report di verifica o rendiconti pubblicati. La scelta dei sei anni ad Acli e Csi è dettata dal fatto che per i primi tre anni i due enti "convivranno" con i lavori in corso.

I consiglieri di zona hanno però chiesto al comune di redigere un contratto più chiaro del precedente, soprattutto a riguardo dell'obbligo di manutenzione e dei successivi controlli anche da parte della zona stessa.

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