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Ex galvanica, la proprietà è irreperibile: il Comune bonifica l'area da amianto e cromo

E' dal 2009 che è noto il livello (spaventoso) di inquinamento. Nel 2014 il settore politiche ambientali riteneva che si dovesse intervenire urgentemente

L'ex galvanica Lorenzi

Era una specie di "buco nero", un'area industriale fortemente inquinata e abbandonata dai proprietari, ma ora il Comune di Milano si è attivato in sostituzione della proprietà e sono iniziati i lavori di sistemazione. L'ex Galvanica Lorenzi di via Bazzi 12 presto finirà di preoccupare gli abitanti del quartiere Spadolini e gli studenti della scuola Agnesi.

Il carico inquinante all'ex Lorenzi è noto da tempo e i livelli sono drammatici. Uno dei problemi riguarda l'amianto, che sarà uno dei primi interventi che verranno effettuati. Ma preoccupava anche l'inusuale concentrazione di cromo esavalente, irritante e cancerogeno, la cui dose letale è mezzo cucchiano da the.

Cromo esavalente, valori spaventosi

Una sentenza del 2009, che condannava l'ex proprietario, riferiva di un rilevamento secondo cui la concentrazione di cromo 6 era duemila volte superiore al consentito per le emissioni in fognatura e settantotto volte superiore al consentito per le emissioni in acqua di falda. Un dato confermato da Arpa Lombardia nel 2013, secondo cui via Bazzi registrava il dato peggiore di tutta la provincia di Milano con un livello di 4000 μg/l contro una quantità massima consentita di 5 μg/l e una concentrazione generalzzata, in tutta la provincia, di poco superiore (5-10 μg/l). 

Lo sversamento veniva evidentemente fatto direttamente nello scarico fognario, perché i primi ad accorgersi dei valori "sballati" erano stati i tecnici del depuratore San Rocco. E secondo il giornale di quartiere "La Conca", dal 2011 al 2016 gli inquinanti in falda erano passati da una profondità di 20 a quella di 30 metri. Segno che l'inquinamento peggiorava. E, tornando all'amianto, nel 2014 Luigi Vigani, direttore del settore politiche ambientali del Comune di Milano, rispondendo ad un ex consigliere 5 Stelle dell'allora Zona 5, Massimiliano Toscano, parlava di una copertura in amianto "da rimuovere entro 12 mesi". 

Proprietà "volatilizzata"

In questi anni il Comune di Milano ha proseguito intimando la proprietà ad agire, ma senza successo. Così Palazzo Marino si è attivato in sostituzione. Lo riferisce Natale Carapellese, consigliere del Partito Democratico nel Municipio 5. I lavori costeranno sicuramente qualche milione di euro e occorrerà capire come reperire le risorse. Intanto si è costituita una task force tra vari assessorati e si è attivato un coordinamento di imprese.

Mentre la bonifica del sottosuolo è partita da qualche tempo (non riguarda solo il cromo 6, ma anche metalli pesanti e idrocarburi), dall'11 gennaio gli operai sono al lavoro in via Bazzi per asportare i rifiuti, dopodiché una ditta specializzata metterà in sicurezza l'ex galvanica per rimuovere, finalmente, le coperture in amianto. Per prima cosa erano state compiute le analisi alla scuola Agnesi, dove da anni erano tutti preoccupati e mobilitati, ma per fortuna era stata riscontrata la totale assenza di amianto nell'area.

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